Thursday, 11 March 2010

99 colombe in volo verso l'Abruzzo...




Sono venuta a conoscenza dell'iniziativa grazie alla segnalazione fatta da  Genny G. sul suo blog, così sono qui a dare il mio piccolo contributo con questo post.
Un grazie ad Artemisia e a Lydia per aver messo in moto il meccanismo.



Molti di voi sanno quanto io sia affezionata all'Abruzzo. Considero questa regione una mia seconda casa, lì ci vive il mio migliore amico di tutti i tempi, ci vivono amici che porto con me tutti i giorni nel cuore anche quando non sono lì fisicamente (sì, sei tu Luigi, e sì, siete voi SFP ;-)) tutte persone che difenderei a calci nei denti se qualcuno dovesse mai toccarle.
Quindi sì, non faccio fatica ad ammettere che la cosa mi coinvolga anche più del normale.

E' vero quel che dicono tutti: non ci sono parole adeguate, parole che possano avere senso davanti a cose più grandi di noi. E quel che è successo all'Aquila, e purtroppo di recente anche in altri luoghi, è un qualcosa che va veramente al di là del nostro controllo.
Come si fa quindi a descrivere l'orrore, il terrore, la sensazione di impotenza e di fragilità assoluta che si tocca con mano quando accadono cose simili?
Non lo si fa, si agisce!
Ecco perché anche oggi, a distanza di quasi un anno dal terremoto, dobbiamo ricordarci che ricostruire non significa solo mettere su mattoni e cemento,  ma anche preservare e sostenere quelle attività che sono sopravvissute fisicamente, ma che rischiano di venire cancellate dal punto di vista economico, storico, culturale, affettivo, ma soprattutto, umano.
Questa gente ha perso tutto: persone care, tutto quel che avevano costruito in una vita facendo mille sacrifici, hanno perso la sicurezza, la sensazione di protezione che solo una casa tutta tua sa darti, hanno perso i sogni e la spensieratezza, è giusto che queste persone vengano anche annullate dal punto di vista lavorativo? No.

E nonostante il popolo abruzzese sia un popolo forte, che si è tirato su le maniche con dignità assoluta, ha comunque bisogno di aiuto.

Per questo motivo vi indirizzo qui, così potrete leggere anche voi la lettera arrivata ad Artemisia, e magari fare qualcosa per aiutare le Sorelle Nurzia (famose per il loro fantastico torrone, ma non solo) a mantenere in piedi la loro attività.
E se non potete partecipare attivamente, fatelo almeno col passaparola ;-)

E se qualcuno è delle parti di Roma, il 27 di marzo, al mercatino di Pasqua presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour, potrete comprare i prodotti Nurzia grazie a Roberto Potito che si occuperà della vendita.

Per informazioni: robertopotito@libero.it

In generale, l'Abruzzo intero ha risentito di questa disgrazia, e da molti punti di vista purtroppo.
Se potete dare una mano ad una regione che ha tantissimo da offrire, fatelo.
Comprate i loro prodotti, la loro cucina è splendida, e producono uno zafferano che è una meraviglia!
E andateci in vacanza senza timore.
E' una terra in cui c'è tutto: mare, monti, nevi perenni, incredibili parchi naturali, e adorabili orsi bruni.
C'è bisogno del contributo di tutti per far ripartire la macchina, ed è una macchina che appartiene a tutti noi.


2 comments:

  1. I might not have met them in flesh yet, but I am affectionate to Abruzzo and abruzzesi, and that's thanks to you ;)

    I'd like very much to do a good action and make my belly happy by the same occasion, so if there is any way I can get some of this torrone and support the Sorelle Nurzia, please tell me how!

    (Pescara, prepare yourself... Il Francese is coming soon! :D)

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  2. I will let you know as soon as I discover it ;-)
    Thanks!

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