Thursday, 8 April 2010

Tortino al Nepente

Questa mini-porcata nasce oggi per "celebrare" l'apertura del Vinitaly,  ed è  totalmente dedicata alle Sorelle Nurzia e a tutto l'Abruzzo.



Ma diamo un'occhiata al backstage che, si sa, è sempre più interessante del prodotto stesso...

Il periodo post pasquale è noto per essere uno di quei periodi in cui ci si comporta come l'amico coccodrillo: è infatti quel momento dell'anno in cui si piagnucola un po' tutti insieme, dopo essersi mangiati persino le sbeccature dei piatti.
E si piange più che a Natale, perché l'estate si avvicina!

Ovviamente, nei periodi post pasquali avanza sempre qualcosa. Ma cosa di preciso?
Non le colombe buonissime, non l'ottimo cioccolato. Non, eventualmente, le altre ottime cose.
Eh no, quelle finiscono subito!

Di solito, avanzano quei pezzi di colomba che non ti hanno convinto granché, che hai comprato alla cieca, che pensavi fossero buone (solo per il nome magari), che ti sono state regalate insieme al detersivo, o perché ti sono semplicemente cadute in testa.

Lo stesso vale per le uova, non sempre il cioccolato è così buono come ci si aspetta, e se lo è, va sempre a finire che inizi col mangiarlo puro, poi lo mangi col pane, poi gli fai fare un tuffo dentro al latte caldo così si scioglie, e a quel punto se ne è avanzato ancora ti rimane solo una cosa da fare: utilizzarlo per fare un dolce!
A parte il mio uovo.
Lui, ed un pezzo di una delle colombe che avevo, sono da qualche giorno ospiti indesiderabili, ed indesiderati, di questa casa.
Ma iniziamo con l'uovo.
E' un uovo grosso, di cioccolato fondente. Quando l'ho spaccato, ho trovato al suo interno una sorpresa carina: un ranocchietto, e qui già mi sembrava che il tutto stesse partendo col piede giusto.

A questo punto l'assaggio dell'uovo mi era sembrato un gesto più che naturale. E invece no, era un gesto di estremo coraggio, ma io ancora non lo sapevo!

Ad un primo assaggio ho pensato "Mmmh  temo che questo sia mangiabile solo col pane"
Ad un secondo assaggio (col pane) ho pensato: "Santo cielo, ma nemmeno il pane lo migliora????
L'unica, allora, è metterlo nel latte..."
Ad un terzo assaggio (nel latte): ho butttato direttamente nel lavandino tutto il contenuto della tazza, producendomi in una più che artistica performance di maledizioni in olandese.

Ora, che farne di questa ciofeca di uovo?

Non lo so. A causa del suo colore non posso usarlo come stucco per i muri, non posso nemmeno regalarlo al bambino che tutti i giorni, a tutte le ore,  gioca a pallone per strada (anche quando piove) e canta l'Inno del Genoa, e no! Se fosse un bambino doriano glielo regalerei immediatamente (si piacerebbero a vicenda!), ma ad un bambino genoano MAI, non gli regalo la cloaca fatta uovo!

Invece per la colomba è stato facile.
E vorrei aggiungere una cosa, mi sarebbe piaciuto preparare un dolce con la colomba delle Sorelle Nurzia, ma mi è stato impossibile.
A parte l'iniziale difficoltà per l'ordine, con un quantitativo non da negozio, non avrei avuto la possibilità di essere presente per ritirare la merce.
Ma mi rifarò in terra di Abruzzo, appena arriverò!

La colomba che mi è avanzata non era male, solo che entrando in competizione con una colomba decisamente fantastica, è ovviamente finita nel dimenticatoio.
In realtà mi era avanzata solo la parte della testa e questa colomba era già abbastanza secca di suo appena aperta, immaginate dopo un paio di giorni...
Così ho deciso di utilizzarla per preparare questo tortino.
Altra cosa che ha influenzato la preparazione di questo dolce è il fatto che mi fossero avanzate due dita di un vino fantastico.

Stiamo parlando di questo vino di cui mi sono innamorata l'anno scorso: il Nepente di Oliena delle Cantine Gostolai.

Ma cosa ha di così speciale questo vino? Tutto.

Questo vino sardo è legato all'Abruzzo per un motivo molto semplice: Gabriele D'Annunzio, innamorato dell'Isola e della fierezza delle sue genti, venne un giorno accolto in una casa di Oliena come segno di ringraziamento per quel che suo padre aveva fatto in passato, aveva infatto offerto negli Antichi Abruzzi ospitalità ad un antico Sardo.
Ricordarono quindi questo avvenimento e bevvero insieme.
Bevvero Nepente. E D'Annunzio non lo dimenticò.
E scrisse.
Il Vate scrisse del suo soggiorno barbaricino in una lettera indirizzata ad Hans Barth, epistola divenuta celebre perché è a questa che si deve la prima conoscenza, al di fuori dell'Isola, del vino di Oliena.

Questa è la sua scheda:

COLORE: rubino, limpido e lucido
NASO: intenso e tipico, richiami minerali e terrosi, melograno e viole mammole
GUSTO: equilibrato, caldo con carica glicerica ben contrastata da tannini rotondi ed eleganti
ABBINAMENTI: carni rosse alla griglia, primi piatti con sughi di cacciagione, formaggi stagionati





La ricetta è di una semplicità disarmante, anzi questa è senza dubbio una ricetta-non ricetta.
E' ormai cosa nota che io non riesca a spendere in cucina il tempo che vorrei, in più, molti alimenti mi sono vietati, per cui sperando sempre di poterci rifare in futuro sia per quanto riguarda il tempo libero che per tutto il resto, per il momento dovrete accontentarvi.

Ma poi c'è già il resto del mondo che offre ricette fantastiche, complicate e succulente, qui siamo cialtroni con la valigia in mano, vorremo mica smentirci eh!

Ho preso quindi la testa della colomba e l'ho tagliata a larghe fette (sì, era una testa piuttosto grossa)
L'ho messa ad ammollare nel latte (quello di soia, per me) senza eliminarne la crosta.
Dopodiché l'ho strizzata per bene e disposta all'interno dello stampo da soufflé (quello da 10 cm)
Non ho avuto bisogno di ungere lo stampo perché nello strizzare la colomba le mani mi sono rimaste un po' unte, questo grazie ai grassi già contenuti nel volatile, così mi sono semplicemente limitata a passare il dito ancora umido nelle pareti dello stampo.
Ho riempito lo stampino e poi l'ho messo nel forno (temperatura alta per circa 15-20 minuti)

Il bello di lasciarci la crosta della colomba è che ti viene fuori una composizione bicolore, e mandorlata.



Nel frattempo, mentre il tortino è nel forno, potete preparare il caramello al vino.
Io ho messo in una casseruolina tre cucchiai abbondanti di vino, e tre cucchiaini di zucchero.
Ho messo il tutto a fiamma bassa e, senza senza mai girare, ho atteso che raggiungesse la fase "bolle".


A questo punto si può iniziare a girare il tutto, con un cucchiaio, fino ad ottenere una consistenza liscia come quella che vedete nella foto.



Aggiungete al composto un po' di burro (per me margarina), andate ad occhio, e aggiungetene un ricciolo alla volta fino ad ottenere la consistenza cremosa desiderata.


Il tortino è pronto quando si è gonfiato un po'.
Tiratelo fuori dal forno e ricopritelo con la salsa ottenuta.




E qui c'è stato un momento di ripensamento...






L'intenzione iniziale era quella di mettere prima il caramello sul fondo dello stampo, così da ottenere (una volta sformato) la parte caramellata nella parte superiore del dolce, poi però mentre pensavo a tutto questo mi sono resa conto che avevo già riempito lo stampo e non avevo ancora preparato il caramello (e nel frattempo squillavano pure due telefoni!)


Così alla fine, dopo la pugnalata alla pera, ho deciso di affogare il tortino.
E siamo a due crimini confessati così apertamente sul  blog!



Ho quindi capovolto il tortino sul piatto (eh sì, a questo punto mi ero fissata col fatto che il caramello dovesse stare sotto e non sopra, per poter dare il meglio di se stesso) e ovviamente sono riuscita a sformarlo perfettamente!

(Ahem... almeno fino al momento in cui non mi sono accorta che un quarto del fondo si era staccato dal corpo unico del dolce AAAAAAAAAARGH!!!!)

E così questo è il risultato finale dopo che l'ho "fatto a fette"
(ebbene sì, confesso anche questo di crimine!)






In questo caramello ci sta benissimo la cannella, io non l'ho messa perché questo vino il sapore della cannella è come se lo avesse di default, una volta cotto si sentiva anche di più.

PS: era mia intenzione andare al Vinitaly, per motivi di ricerca, ma i miei bastardissimi impegni me lo hanno impedito. Ho comunque il mio uomo all'Avana che mi aggiornerà su tutto: mio padre!*

*sommelier, e padre di una grandissima cialtrona!

8 comments:

  1. Well, since you confessed those delicious crimes, I'm afraid I have to arrest you... so I can steal any piece that's left, or sentence you to cook this tortino again :D

    I personnally don't care how simple or complicated a recipe is, all I'm interested in is how yummy the end result is. And this one qualifies, as far as I'm concerned ^^

    About the wine, is it a sweet one like Vin Santo, or a more "regular" one? (yes, from my elaborated vocabulary, you can tell I'm a sommelier too...)

    ReplyDelete
  2. But... it was for self defence!
    And the pear needed help...

    (Ok I will cook it again :P)

    Seriously, it was really, really, but really, yummie!

    And about the wine, no no it is totally the opposite, it is a "hard" wine, I mean the kind you drink with things like "cinghiale" or red meat, or old and strong cheese.
    This in fact was a sort of challenge, because this is supposed to be a wine that has nothing to share with a cake.
    Instead I always had in mind that this wine was good for things like that, and I was right, it is fucking good :-)

    And this is red, instead the Vin Santo is "blond" like the Sciachetrà more or less, let's say they could be cousins ;-)

    Oh and I still have the smell of the wine in my hands, for making the caramel.
    It is a smell like spiced wine, strange not? :-)

    ReplyDelete
  3. "In realtà mi era avanzata solo la parte della testa della colomba". Questo sarebbe veramente un caso da studiare dalle parti mie. Infatti di una colomba terminano prima le ali, testa e popò...poi il "quadratone" avanzato viene spogliato della sua copertura glassata ed infine nella migliore delle ipotesi biscottato per qualche dolce al cucchiaio nel bicchiere! ehehhe Conosco molto bene quel vino...davvero buono e devo dire inaspettatamente anche perchè quando me lo hanno regalato ad occhio nn gli avevo concesso grandi possibilità...ed invece mi sono ricreduto! eehehe
    Carino lo spunto per il tortino! Annotato.
    Buonissima giornata! :)

    ReplyDelete
  4. @ Gambetto: ma sai che hai ragione? Questo studio di anatomia comparata mi ha aperto gli occhi!
    E' vero, solitamente anche da me funziona così, perché le parti attaccate alla carta sono quelle più buone... questa colomba effettivamente oltre a non essere un granché di morbidezza, ha dato subito segni di poca possibilità di porcheggiare: la carta si è staccata subito senza alcuna resistenza, è rimasta pulita (senza cristallizzazioni e pezzi buonissimi attaccati), e la parete della colomba non presentava nessun segno di
    imbibimento da zucchero o maialate simili.
    Insomma, credo che ad un certo punto ci si sia resi conto, con rassegnazione, che una parte valesse assolutamente l'altra, ecco perché è rimasta la testa!

    Abbiamo appena risolto un caso!!!!!

    ReplyDelete
  5. Ma tu sei una TERRORISTA!!!
    Proponi tutta 'sta roba buonissima e poi a me viene voglia di farla (che andrebbe anche bene se non implicasse il concetto di mangiarla).

    ReplyDelete
  6. @ Auramaga: tu e la tua yogurtiera vorreste per caso dichiararvi innocenti????
    E non fare quella faccia, ti vedo sai mentre brandisci quello yogurt alla mela dell'amore :P

    ReplyDelete
  7. Anche questo mese LA CUCINA ITALIANA lancia un contest e stavolta tocca a... LA FRITTATA!
    Semplicissima da preparare, ma ideale per sbizzarrirsi.
    Forza, partecipa anche tu!

    Per maggio info:
    http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=862&ID=337208&csuserid=2112&ar=

    Scade il 10/06/10

    ReplyDelete
  8. Ti ringrazio tantissimo! Purtroppo ho poco tempo libero, però se ce la faccio partecipo volentieri ;-)
    Nel frattempo farò un salto a dare un'occhiata!

    ReplyDelete